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James Ellroy - I miei luoghi oscuri (Bompiani)
La madre di James Ellroy venne assassinata quando lui aveva solo nove anni. Una circostanza che segnò profondamente la vita e poi il lavoro stesso dello scrittore, l'uomo che ha restituito dignità letteraria al noir, sulle tracce di grandi come Raymond Chandler e Dashiel Hammett.
Il suo primo libro, Dalia Nera, trasfigurava la storia di questo omicidio in un giallo avvincente e intricato. Da allora in poi, i successivi romanzi possono essere considerati come prove generali di questo libro intenso e drammatico nel quale per la prima volta Ellroy affronta a testa alta i suoi fantasmi. "Nessuno può raccontare meglio l'inferno di chi ci ha vissuto", ha osservato acutamente il critico Carey Harrison a proposito di questo libro, scritto con lo stile apparentemente dimesso e scialbo di un rapporto di polizia, ma che rappresenta una vera e propria discesa agli inferi, nei meandri della psiche dello scrittore, marcata indelebilmente da quell'episodio. Così la fantasia lascia sempre più spazio alla realtà, che a volte è più terribile dell'immaginazione. E il racconto dell'omicidio della donna dalla chioma rossa diventa la storia stessa dello scrittore, l'incontro faccia a faccia con una madre presto scomparsa e mai dimenticata. Come è difficile dimenticare questo libro, che scava a fondo dentro di noi e non ci molla più. paolo redaelli |
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