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JHUMPA LAHIRI - L'interprete dei malanni
Jhumpa Lahiri (Londra 1967), vincitrice del Pulitzer 2000 per la narrativa, è stata segnalata dalla prestigiosa rivista The New York tra gli scrittori giovani più promettenti che lasceranno un segno nel nuovo secolo, e proclamata migliore esordiente dell'anno da giurie di critici e di pubblico.
Amy Tan ha detto di questo "L'interprete dei malanni": "E'uno di quei libri che ti fanno venir voglia di fermare una persona per strada e dirle: ehi, legga questo!". E ancora: "Penso che la maturità espressiva, rapportata all'età di Jhumpa, sia incredibile. L'estrema delicatezza con cui coglie e descrive ogni sfumatura emozionale è davvero impressionante". E noi non possiamo non condividere il parere di uno dei giurati che hanno assegnato il Premio Pulitzer a questa giovanissima autrice di origine indiana che ha sorpreso e incantato con la raccolta di racconti "L'interprete dei malanni". La Lahiri è la prima scrittrice esordiente ad essersi aggiudicata il Premio Pulitzer. Perchè? E' difficile come dire perchè Tazio Nuvolari ha vinto una gara di motociclismo tutto ingessato. Jumpa possiede una una delicatezza, una dolcezza e una capacità di espressione molto leggera ma efficace. E' una ragazza che per scelte non sue è nata in Inghilterra da genitori indiani e si è trasferita in seguito a New York dove vive tutt'ora. Il fatto di avere un padre bibliotecario le da la possibilità di avvicinarsi alla letteratura in tenera età. Già da bambina vive in un certo modo la sua diversità. Parla molto meglio dei suoi genitori l'inglese e molto spesso ciò le è utile per chiarire determinate discussioni in quanto la sua dizione è priva di accenti e leggere inflessioni (vive in una città in cui gli stranieri non sono visti di buon occhio). Avverte molto spesso questa pressione da parte dei suoi che le chiedono di rispondere al telefono o di telefonare a loro nome. Non si definisce né inglese né indiana e nemmeno americana, non ama parlare della sua vita personale anche se si sa che è fidanzata ma non si sa con chi. Ha un modo di scrivere fluente che cattura il lettore in un vortice così dolce da cullarlo fino alla fine del racconto. "L'interprete dei malanni" è una raccolta di dieci racconti. Sette sono ambientati negli Usa e tre in India. Parlano di storie d'amore, di matrimoni combinati, di storie a metà strada tra l'India e gli Usa. Infatti l'atmosfera è molto spesso quella del giardino o del patio della casetta americana, mentre la capacità di riflessione è quella prettamente indiana. Sono storie di rapporti d'amore, di matrimoni, di convivenze Lei ha la capacità di percepire le sensazioni, se leggerete il libro capirete di cosa parlo, con un tatto e una maestria che le sono avvalse questo riconoscimento. Difficilmente vi capiterà di percepire la fragranza delle sue espressioni o la curiosità infantile di certi suoi quesiti. La sua esperienza viene dalla sua famiglia che ha vissuto sia la realtà inglese che quella dei loro amici indiani che magari hanno la moglie e i figli in India, come pure quella dell'India stessa, dove ha soggiornato varie volte in casa di parenti, là dove i matrimoni erano combinati (non molto distanti da noi per certi versi diversi anni fa). Jhumpa Lahiri scrive o descrive la sua condizione forse autobiografica o forse no ma in modo suggestivo e con la delicatezza di una gazzella che bruca l'erba che mangia, ma lascia intatto il resto. damiano sordi |
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