i libri



Bruce Chatwin, IN PATAGONIA, (Adelphi)

Per Sepulveda, il più noto scrittore cileno contemporaneo, la Patagonia è "il mondo alla fine del mondo", mentre per gran parte di noi è comunque un nome capace di evocare misteri e, nonostante questa era di comunicazioni super informatizzate e reti telematiche, luoghi lontani, fisicamente distanti, faticosi da raggiungere e da vivere. In Patagonia, pubblicato nel 1977, fu il primo libro di Bruce Chatwin, lo scrittore inglese che tre anni prima, ancora sconosciuto, intraprese un viaggio destinato a cambiare la sua vita ma anche quella di centinaia di migliaia di persone sparse per il mondo che in questi vent'anni hanno scolpito per questo splendido libro un posto di riguardo nella letteratura di questo secolo. Invitare alla lettura di queste pagine è come chiedere a un lettore di prepararsi a mettere in discussione la percezione della realtà, l'uso delle categorie con le quali trattiamo la materia vivente di ogni giorno, perché i racconti, suddivisi in 97 paragrafi a volte legati tra loro, e altre no, riescono a convocare davanti ai nostri occhi immagini impossibili, realtà di ogni genere che possono convivere, in silenziosa indifferenza, in un terra certamente oggi più "civilizzata" di ventitré anni orsono ma certamente ancora troppo vasta e misteriosa per potersi definitivamente dichiarare "scoperta".
E' certo vero che negli ultimi quindici anni questa è divenuta una terra di viaggi e spedizioni leggendarie per il mondo dell'alpinismo mondiale ma non è di questo che Chatwin narra. Il suo peregrinare finisce per essere il filo conduttore capace di collegare, nelle meravigliose parole che abitano queste pagine, mondi lontanissimi: racconti di esiliati politici, europei in cerca di fortuna finiti in miseria, rivoluzioni mancate o soffocate nel sangue, massacri di popolazioni indigene non sono altro che gli elementi costituenti di un grande affresco terso come il deserto, pericoloso come le grandi vette, silenzioso come ogni capolavoro. Per fare tutto questo Chatwin inaugurò, o forse semplicemente consacrò, uno stile letterario che dietro la patina cronachistica delle vicende raccontate con asciutta concisione svela un complesso universo di riferimenti solo apparentemente slegati tra loro. Proprio come le storie che da millenni fanno della Patagonia "il mondo alla fine del mondo".

davide sapienza



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