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David Gans - IL SIMPOSIO PSICHEDELICO, intervista con i Grateful Dead (Tarab)
pp. 290, lire 32.000


Intervistatrice tv; Che ne pensa di un tipo che spende tutto il suo denaro per assistere ai concerti dei Grateful Dead ?
Jerry Garcia: Perché, lei cosa pensa che facciamo, noi?


Jerry Garcia é morto (agosto ‘95) e i Grateful Dead hanno deciso di non continuare piu ad esistere come gruppo senza di lui. Sopravvivono comunque nella memoria collettiva di tutti gli appassionati come band che ha dato un contributo inestimabile allo sviluppo della musica rock. Per primi, i Dead hanno esplorato i confini possibili della materia e, giungendo dalle esperienze più diverse, hanno rielaborato vari generi sonori in uno stile personalissimo, unico ed inconfondibile,
Questo libro edito dalla Tarab aiuta a capire il perché di un fenomeno cosi longevo. I Grateful Dead, pur non raggiungendo un successo mondiale, hanno attraversato indenni tre decadi, sopravvivendo (bene) a tendenze come la disco, il punk, la sbornia elettronica, Madonna, I'hip-hop ed il grunge, senza scendere a compromessi e senza mai apparire a MTV. Sono stati l'incarnazione dei pensiero psichedelico anni Sessanta, ma anche i pionieri della sperimentazione e gli epigoni fedeli di una tradizione che affonda le radici nel country e nel folk.
L'autore, David Gans, che "prima di essere un giornalista é stato un musicista, e prima di essere un musicista un Deadhead (cioé un fan del gruppo, ndr)" analizza questo trentennio di musica intelligente e curiosa, di concerti indimenticabili (é opinione comunemente riconosciuta che te esibizioni live dei Dead sono di gran lunga superiori a quanto espresso nei dischi in studio ) e di opinioni interessanti sul mondo e la vita ricorrendo alle voci più diverse: intervista, naturalmente i Dead (Jerry Garcia, Phil Lesh, Bob Weir, Mickey Hart), ma anche gli uomini che hanno costruito parole intorno ai loro suoni (Robert Hunter e John Barlow), i road manager (Steve Parish) e perfino i tecnici del suono (Dan Healy,Bear). Tutti punti di vista differenti che, da varie angolazioni, definiscono la filosofia di vita, I'approccio con il pubblico, la tecnica musicale di uno dei gruppi meno ordinari della storia del rock.
Ascoltiamo così Jerry Garcia illustrare le sue teorie sull'espansione della conoscenza, Robert Hunter che descrive il processo formativo di una canzone, Phil Lesh che conferma I'influenza di compositori contemporanei come Berio e Stockhausen nella sua formazione, Bob Weir che anaiizza lucidamente i suoi tentativi extra-Dead di imporsi come personalità musicale distinta, Dan Healy e Bear che spiegano quali combinazioni di amplificatori permettono di ottenere la migliore resa sonora. Ne esce un quadro vivo, pulsante, della vita on the road, di quella comunità eccezionale ("non legata ad un luogo in particolare, ma ad un comune modo di sentire", sottolinea John Barlow) che oggi definiremmo virtuale e che ha fatto del culto dei Dead una vera e propria religione, intesa nel senso piu vero e meno fanatico del termine. Senso collettivo del gruppo, spirito di corpo e individualità ben spiccate, ma anche autoironia ed humour sono gli elementi che stanno alla base di una convivenza cosi duratura ed efficace. In tempi di tendenze effimere, di novità riciclate che vengono lanciate sul mercato ad ogni pié sospinto, potrebbe essere utile cominciare a fare dei Dead un appassionato oggetto di studio. Questo libro é un buon inizio.

paolo redaelli



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