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GUIDO TURUS - Ad occhi aperti (Esedra)
A prima vista può sembrare "solo" un altro libro d'immagini mentre è pieno di spunti di discussione, tra docenti universitari e operatori del volontariato, sui problemi della società moderna. Partendo ad esempio dalle foto che "fermavano un gesto e lo consegnavano alla storia", quello degli atleti statunitensi vincitori delle olimpiadi di Città del Messico nel 1968, si arriva ad altre riflessioni sulla fotografia. Mettere a fuoco il contesto storico, sociale e politico, documentare la ricchezza delle varietà culturali che s'incontrano girando per un mercato, assolvere il compito di "archivio storico" sono solo alcune delle funzioni a cui può assolvere la fotografia. Ma ogni immagine è spesso costruita poiché "dietro ad ogni foto stanno valutazioni su ciò che si sceglie di includere e ciò che si sceglie di lasciare fuori, tra ciò che si sceglie di enfatizzare e quello che si desidera nascondere" Le immagini di Guido Turus, scattate in contesti difficili, tra il Brasile e l'Albania, documentano invece una realtà, spesso dura e difficile, "costruendo" senza contraffare nulla. Negli sguardi di quei bambini non troviamo solo la bellezza dei loro occhi ma tutte le domande che ci siamo posti. E che, scorrendo le pagine, diventano parecchie. Nel libro si parla spesso di volontariato, in riferimento a "quello autentico, che non fa sconti alla confusione, che sperimenta nuovi percorsi, che non stava e non sta morendo, anzi". E'un volontariato che ritorna "alle origini, alla sua essenza più intima" e che sta dando vita ad una "comunità educante" Il rispetto della dignità della persona umana e dei diritti "non è possibile senza la solidarietà di tutti e di ciascuno". Ed ecco l'interrogativo: "fin dove è solidarietà o quando diventa intrusione o sostituzione ?" L'attualissimo problema della globalizzazione viene affrontato nel saggio "Una Bahia di luci colori e speranze". E'una terra strana, di mistero e di leggende, terra d'ingiustizie e di miserie , di edifici luminosi, città favela, di grandi autostrade ma anche di povere palafitte. Osserva l'articolista: "Lo Stato, se da una parte incentiva la presenza delle organizzazioni umanitarie, in nome della prospettiva liberale o della sua incapacità di rispondere a queste sfide, dall'altra, non si vergogna ad adescarle , utilizzando molte volte l'ingenuità e gli ideali dei sognatori, per ottenere vantaggi , legittimazione e riconoscimento" "Un pasto al giorno" esamina lucidamente l'attuale situazione: "Molte gravi crisi attuali trovano origine dalla negazione e dall'esclusione di migliaia di individui dai processi decisionali che dominano la nostra società" E' nata una nuova grande categoria: "I poveri sono dunque i primi ad essere dimenticati in quanto privati della possibilità di operare delle scelte, di realizzare le loro capacità umane, di avere le loro aspirazioni" E' giusto questo modello di sviluppo? Quei bambini che ci guardano davanti all'obiettivo di Turus, sono i ragazzi di domani, gli uomini di domani. E'giusto che non contino nulla? E'giusto che il mondo non sfrutti il loro potenziale ? La "costruzione" di alcune foto mette in risalto, con forza il contrasto tra le grandi potenzialità di quei piccoli e la realtà della loro condizione. L'opera ci spinge a riflettere ma anche ad operare, non come "intrusi", ma come "sostituti", uomini di buona volontà che tutte le fedi riconoscono immagine di un' intelligenza superiore. Parte del ricavato della vendita di questo bel libro sarà devoluto a progetti di aiuto ai bambini di Salvador de Bahia (Brasile). Ecco perché acquistarlo diventa un atto concreto di solidarietà. severino diamanti Per PRENOTARE il libro mandare una mail a Esedra |
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