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i film
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Titolo originale: Easy Virtue Sceneggiatura: Stephan
Elliott e Sheridan Jobbins Soggetto: dall’opera teatrale
di Noel Coward Con: Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes,
Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris
Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus Fotografia: Martin Kenzie Montaggio: Sue Blainey Scenografia: John Beard Costumi: Charlotte Walter Musica: Marcus De Vries Commedia Gran Bretagna, 2008 Durata 95 min.
Cosa accade quando Cenerentola, dopo aver
sposato il Principe Azzurro viene presentata a palazzo? È quello che si chiedono Stephan Elliott e Sheridan Jobbins nell’adattare
l’opera teatrale di Noel Coward. La sceneggiatura è giocata
colpo su colpo come un partita a tennis tra le due primedonne, moglie
e suocera: campo di scontro non solo l’eterno conflitto suocera/nuora
ma tutto il sistema di convenzioni, il life-style, la filosofia di vita di
due mondi, quello americano e quello inglese, che non potrebbero essere
più diversi tra loro. Non a caso Larita (la
sposa americana), inizialmente si rifiuta di giocare a tennis col marito ed i suoi famigliari scherzando sul fatto che, se avesse
saputo in anticipo che in quella famiglia si pratica il tennis, non avrebbe
mai firmato le carte del matrimonio. La neutralità di Larita dura
poco e ben presto è costretta a scendere in campo in quella che
si trasforma in una vera e propria guerra. Da un lato la signora Whittaker (la madre,
interpretata da Kristin Scott Thomas) coi suoi abiti casti,
sempre un po’ morbidi sui fianchi, i capelli un po’ ingrigiti
dagli anni, la sua passione per la floricultura ed i cani e soprattutto il
rigore e l’abilità diplomatica che le permette di fare sempre ciò
che è più convenevole, opportuno, senza lasciarsi sedurre dai
sentimenti. Dall’altro Larita (Jessica Biel),
coi suoi abiti sfavillanti, incollati alle curve e generosi nelle scollature,
i capelli biondo platino, l’allergia ai
pollini, un carattere contagioso: emancipata, esuberante e forte, è
una donna che preferisce le corse automobilistiche ai fiori, che socializza
con la servitù e che antepone le passioni a tutto il resto, anche se
questo significa scontrarsi con l’intera società. A completare il quadretto famigliare:
il marito (Ben Barnes,
esordio cinematografico: Le Cronache di
Narnia), combattuto tra dovere e volere e il padre (Colin Firth)
che risulta il personaggio più simpatico: una sorta di bohemien
“quietamente sardonico”,
sagace, anticonvenzionale e più mitteleuropeo. Non potevano mancare
due sorelle frivole, inette, che, disegnate sulla falsariga delle sorellastre
di Cenerentola, disvelano il lato più gretto
della società inglese. I due sceneggiatori australiani, Stephan Elliott e Sheridan
Jobbins, non curanti della produzione inglese
del film, non nascondono di schierarsi del tutto a favore
della libertà ed emancipazione della cultura americana,
infierendo un colpo netto all’orgogliosa borghesia britannica e
risolvendo il film con una conclusione in perfetto american-style.
Eppure la forza vitale del film è tutta nell’umorismo
tipicamente inglese delle sue battute argute. Peccato solo che la recitazione di Kristin Scott Thomas sia un po’ troppo
da commediola, rinunciando ad insufflare vita al suo personaggio che rimane
una macchietta stizzosa. Anche la regia di Stephan Elliott (Priscilla la
regina del deserto), nel tentativo di svecchiare il genere, si cimenta
qua e là in qualche inquadratura virtuosistica che risulta fuori luogo
e priva di alcun valore semantico; anche talune dissolvenze ad effetto
risultano forzate e perfino fastidiose. Nel complesso però Un Matrimonio all’Inglese rimane
un grazioso film di genere, raffinato, con qualche battuta arguta.
Ilaria Baffa Film per tutti Siti ufficiali: www.easyvirtuethemovie.co.uk
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