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Ovosodo di Paolo Virzì con Edoardo Gabriellini, Claudia Pandolfi, Nicoletta Braschi ![]() L'acclamatissima opera terza di Paolo Virzi, non mi ha soddisfatto appieno. Avevo apprezzato molto le precedenti opere del regista livornese, che considero tra i migliori italiani, ma questo film m'è parso un passo indietro rispetto a La bella vita e Ferie d'agosto. Fatica a conciliare impegno, dramma e commedia, non fa ridere molto (a parte 5 - 6 belle battute), l'io narrante non l'ho trovato una grande soluzione, la ricostruzione storica dei fatti accaduti in questi ultimi 20 non è molto precisa, la recitazione non è eccezionale e, soprattutto, la caratterizzazione dei personaggi è parecchio scontata. Per contro non male la fotografia, interessante l'uso dello "slang" ed ottima la battuta: "avevo avuto solo due storie prima di allora, con una mia cugina e con Marina, detta la Vespucci, nel senso della nave scuola". Piero ha alle spalle una situazione familiare sul filo del disastro e, a compensare questa "sfiga", accadono fatti che alle persone con una fortuna media non accadono: il rapporto privilegiato con la professoressa o la storia con l'amica carina del migliore amico. A proposito di quest'ultimo, Tommaso: è dai tempi del Liceo che non mi piacciono quelli, magari i più benestanti della classe, che si spacciano per proletari coi soldi di papà. Resta comunque da apprezzare che Virzi seguiti ad occuparsi di storie di quartiere, cercando anche di sdrammatizzare, senza assumere uno stile troppo televisivo. nicola falcinella |
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