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LE ONDE DEL DESTINO di Lars Von Trier(Danimarca 1996) con Emily Watson, Stellan Skarsgard Traduzione imbecille dall’originale (Breaking the waves) per questo capolavoro del danese Lars Von Trier, uno dei maggiori geni del cinema d'oggi. Un film che lascia spiazzati, incredibilmente profondo, secondo me il migliore del 1996 e non solo. Nessun trucco, nessun effetto speciale, niente carrelli o dolly, macchina a mano con immagini di cosneguenza sempre instabili che rendono pienamente la psicologia traballante dei personaggi. Von Trier sta degnamente fra i grandi scandinavi (Carl Theodor Dreyer, Ingmar Bergman, ma anche August Strindberg, Henrik Ibsen, Soren Kirkegaard), compendiandone temi, atmosfere, passioni. Un'intensissima Emily Watson - Bess (nomination all'Oscar) ricorda, soprattutto nelle scene nella chiesa, la Renée Falconetti de La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer (non per niente il regista le aveva consigliato questa visione per calarsi nella parte). La sceneggiatura è elaborata molto bene, secondo i classici schemi anglosassoni delle otto stazioni (corrispondenti agli otto capitoli della storia) più l'epilogo, con sviluppi sempre sorprendenti: la parte meno convincente è il processo (troppo veloce) che porta Ian ormai paralizzato a chiedere alla moglie Bess di avere rapporti sessuali con altri uomini per poi raccontarglieli. Il sacrificio estremo della donna porterà alla guarigione del marito (Stellan Skarsgard). Un film intriso di religione, con una carica di umanità impressionante, ambientato in un bigottissimo villaggio della Scozia. Da segnalare anche la presenza di Katrin Cartlidge (Prima della pioggia). Molto interessante la colonna sonora con musiche di Leonard Cohen, Deep Purple, David Bowie. Un film sulla sublimazione dell'amore: "omnia vincit amor". nicola falcinella |
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