i film



Brucio nel vento

di Silvio Soldini (Italia 2001)
Ivan Franek, Barbara Lukesova, Ctirad Götz


Tobias, emigrato "costretto" (crede di aver ucciso il padre) vive in Svizzera e fa l'operaio in una fabbrica di semilavorati per orologi. In attesa del grande amore immaginario che lui chiama Line, scrive e vive il proprio diario di vita. Quando finalmente appare la Line reale, ogni cosa perderà il suo valore e solo la vita con Lei avrà senso.

SECONDO NOI : tratto da "Ieri" della scrittrice ungherese (ma di profonda cultura francese) Agota Kristof il film è particolarmente riuscito nella sua regia efficace e affascinante. Ivan Franek (Tobias) è di un carisma nevralgico e riesce ad attrarre su di sé ogni sguardo ed ogni attenzione: la scelta di questo attore ceco è oltremodo azzeccata (il consiglio di vedersi il film in lingua originale non è superfluo!)
Per quanto sia un gran film, assolutamente da vedere, ci sono delle incrinature che ci hanno lievemente deluso. Per cominciare, un certo calo di ritmo nella seconda parte del film quando entra in scena Line. Inoltre tre scene (la festa di Capodanno con Janek, Tobias mentre guarda i fuochi d'artificio e la scena di sesso tra l'avvocatessa ed il protagonista) paiono inserite quasi a forza, senza reale rapporto logico con il resto del film, E poi il personaggio del marito di Line, Kristof, tratteggiato un po' troppo con l'accetta, risulta quasi macchiettistico nella sua eccessiva negatività. E questo è evidente soprattutto in un raffronto con Tobias, Line e Janek, ricchi di sfaccettature e risvolti umani. Kristof si ritrova in un climax di queste proporzioni: prima indifferente (verso la moglie e la figlia), poi "carogna" nel costringere Line ad abortire, quindi fedifrago ed infine violento. Tutta questa ascesa negativa è poi senza un chiaro motore d'azione: solo una volta Line dice a Tobias che suo marito è molto geloso, tuttavia mai si ha un'impressione di tal tipo.
Il finale poi ci è apparso "fuori tempo" rispetto al resto del film: prima Tobias sogna di accoltellare Kristof, quindi viene svegliato da Line che gli confessa di aver ucciso il marito ed infine si vedono i due su una spiaggia in Spagna dove si apprestano a rifarsi una vita. Troppo rapido!
Piccole riserve, comunque, in un film estremamente coinvolgente, recitato in maniera superba e con una vena ironica che lo attraversa da cima a fondo. Come curiosità si ricorda l'apparizione del regista Silvio Soldini "alla Hitchcock" mentre legge un libro sull' autobus, dietro il protagonista.

leonardo d'itri

PAROLE
Agota Kristof, Ieri
Agota Kristof, Trilogia della città di K

IMMAGINI
Silvio SoldiniUn'anima divisa in due




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