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i film
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Commedia Durata 101 min.
Costretto lui stesso ad ammodernare il suo
negozio per migliorare gli affari, decide di allontanarsi per alcuni giorni a
spiare la concorrenza ed affida il negozio al suo assistente Mike (Mos Def). I guai cominciano quando Jerry (Jack Black), il miglior amico di Mike, cercando di sabotare la
centrale elettrica del quartiere dalla quale è ossessionato, ne rimane
invece sabotato, magnetizzato ed, entrando nel negozio di videocassette,
finisce per cancellarle tutte quante. Impossibile sostituirle dal momento che
le videocassette sono state oramai soppiantate ovunque dal più moderno
dvd. L’unica soluzione, per tamponare
rapidamente il problema con un pubblico esigente ma cinematograficamente
ignorante, sembra quello di “maroccare”
(nell’originale inglese “sweding”)
i film originali, cioè rigirarli seguendo il filo della memoria, con
mezzi di fortuna. L’idea non solo riesce ma
finisce per avere un’enorme successo così i due mettono in piedi
una vera e propria produzione di film maroccati… Il film è innanzitutto un film
d’amore: una dichiarazione d’ amore del
regista Michel Gondry (Se mi lasci ti cancello, L’arte del sogno) per il cinema,
non solo nei confronti del cinema altrui attraverso la citazione dei film di
volta in volta maroccati ma soprattutto nei
confronti di un fare cinema; Gondry ci invita a
diventare noi stessi fautori delle nostre passioni perché non
c’è film migliore di quello che realizzi tu stesso. L’intera storia del cinema trova qui
la sua autocelebrazione appassionata. Il film, pur basandosi su un’idea di
base semplice, assurda, degna dei più classici film demenziali
hollywoodiani, viene qui plasmato dalla
genialità strabordante del francese Michel Gondry, il regista più onirico, visionario,
creativo dei nostri tempi. Qui ritroviamo la sua passione per le invenzioni
ingegnose, l’attenzione ai particolari, la profondità celata
dalla leggerezza e dall’umorismo di cui il regista, come pochi altri
è capace. L’onirismo e la passione per il cinema
di Gondry si rivelano soprattutto nel suo rifiuto
per l’effetto speciale elettronico a vantaggio di un cinema più
fisico, che ricorre allo stop-motion,
all’illusione magica del prestidigitatore, all’evocazione
pittorica, ad un artificio volutamente disvelato
che esalta il gioco della finzione ed il fanciullesco, la nostra
infantilità sopita, la nostra capacità di appassionarci ancora
davanti a delle immagini proiettate su un telo bianco. Questo stile
assolutamente unico è in grado di legare il presente ed il passato
cinematografico, Ghost Busters e A spasso con Daisy con le sirene
sottomarine di Meliès ed i film di serie Z
di Ed Wood e lo fa con intelligenza, con semplicità, con un umorismo
esilarante. Il film è molto più profondo
di quanto potrebbe apparire ad una lettura superficiale: ci invita a
riflettere sul passato, sul moderno che avanza, sulla condizione dei poveri
schiacciati e soppiantati dai nuovi ricchi, sui problemi del diritto d’autore,
sulla possibilità di riappropriarci delle nostre vite ed essere
fautori del nostro presente e del nostro passato, ci sprona a non essere
spettatori passivi del nostro tempo ma a partecipare attivamente alla nostra
vita perché anche una vita di serie B acquista la sua dignità,
la sua magia se ne siamo noi i protagonisti. Non importa se il film della
nostra vita non vincerà mai l’Oscar, ciò che conta
è il percorso creativo, è l’impegno onesto, partecipato,
appassionato con il quale lo giriamo di giorno in giorno. L’intera pellicola è ricca di
trovate sorprendenti e divertenti (che lascio a voi il piacere di scoprire),
di immagini che s’imprimono nelle mente per la
loro pregnanza polisemica, per un’aura magica che appaga la vista e
l’anima. Con Gondry il
cinema torna ad essere incanto.
Ilaria
Baffa Film per tutti Siti ufficiali:
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