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canzone d'autore per ensemble SULUTUMANA 23 marzo 2002 Cosio (SO) - Teatro Frassati Promoter: Quadrato Magico
I Sulutumana, visti e sentiti sul palco del Frassati a Cosio (che il 24 maggio ospiterà gli Yo Yo Mundi, ultimo
colpaccio di Quadrato Magico), in una sala gremita, sono una bella realtà della musica italiana. Sette strumenti
che si intrecciano in una trama complessa e raffinata, un ensemble al servizio della canzone, come Avion Travel,
come Paolo Conte e la sua band, come le improbabili orchestre di Vinicio Capossela. Un vero viaggio musicale,
quello proposto dal settetto vallassinese che parte dalle sponde del natio Lario per estendersi al mondo intero,
fra voli e danze. Sullo sfondo, ben riconoscibili, le influenze delle canzone d'autore italiana: insieme a Capossela
e Conte, anche De André, Bertoli, Lolli. Ma l'uso di violino (Andrea Aloisi) e flauto traverso (Angelo Galli) riconduce al
progressive dei Jethro Tull o della nostrana PFM, la fisarmonica evoca suggestioni tra Piazzolla e le balere di
campagna, la chitarra è limpida e languorosa.
Il finissimo e infaticabile lavorio alla batteria di Antonello Matzutzi inoltra il gruppo tra i tempi dispari, punteggiato dal contrabbasso acustico di Nadir Giori. Su questo tappeto ritmico si muove la band guidata dalle due voci differenti di Giambattista Galli (fisarmonica, capelli lunghi e ricci ed un'intensa teatralità) e Michele Bosisio (chitarra, capelli quasi a zero e fraseggi alla Paco de Lucia) e completata dalle tastiere sapienti di Francesco Andreotti, a suo agio tra climi e latitudini musicali, dal flamenco alla rumba cubana, dalle gigha irlandesi alle czarde ungheresi, ed è incanto e fascino di una musica senza confini , nell'intensa costruzione armonica, nell'intreccio puro e levigato di parola e suono, nella ricerca di una poesia che trae sostanza dalla musica e viceversa. Ecco, dunque, tra i brani ("Carlina Rinascente", "Volo di Carta", "Viola", "Cussesumaiami"), appartenenti al primo e finora ultimo album "La Danza", fare capolino i nuovi pezzi, che faranno parte del nuovo cd. Come "Piccola Veliera", il cui testo è ispirato da un manoscritto trovato non a Saragozza, ma su una bancarella. O "Aquilone" in cui il canto sembra proprio spinto dal vento, si innalza e si distende. Nel bis, a furor di popolo, prima un omaggio a Francesco Guccini, "Un altro giorno è andato" che viene trasformato quasi in un reel, poi "Ribes", una delle pagine più intense di un gruppo che vorremmo ascoltare ancora a lungo. paolo redaelli LA BAND: Giambattista Galli - voce, fisarmonica Michele Bosisio - voce, chitarra Francesco Andreotti - tastiere, fisarmonica, voce Angelo Galli - flauto traverso, percussioni, voce Andrea Aloisi - violino Nadir Giori - contrabbasso Antonello Matzutzi - batteria, percussioni |
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