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STEVE EARLE - El Corazon - (Wea)


Ancora una volta Steve Earle si conferma uno degli autori pił importanti e pił ispirati della scena musicale americana, lasciati da tempo alle spalle i problemi con la giustizia e soprattutto quelli con gli stupefacenti, ecco a noi il terzo album della sua rinascita. Dopo l'acustico Train a Comin' e l'elettrico I Feel Alright questo El Corazon si presenta come una giusta via di mezzo tra questi due album: qui convivono infatti tutte le anime di Steve Earle, quella pił intimista che da vita a ballate folk come Christmas in Washington, e la conclusiva FT Worth Blues e quella del rocker, qui testimoniata dalle energiche Taneytown con una grande apertura d'armonica ed Emmylou Harris ai cori, N.Y.C. e Here I Am. E non mancano le tipiche composizioni come If You Fall, Telephone Road, Somewhere Out There e Poison Lovers. Quest'uomo ha una facilitą incredibile nel cambiare stile, provate a sentire i due attacchi d'armonica di Taneytown (alla Young) e di You Know the Rest (alla Dylan) e capirete di cosa sto parlando. E cosa dire di The Other Side of Town, sporcata al punto di farla sembrare uscire da un vinile dei primi anni sessanta? Una collezione di grandi pezzi che, anche se non entreranno nelle classifiche dei singoli pił venduti, faranno felici tutti gli amanti della musica americana. Dedicato, giustamente, al mai abbastanza compianto Townes Van Zandt, uno dei primi ispiratori di Steve.

giorgio baratto



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