BAD
RELIGION - No Substance - (Epitaph)
I BR si divertono un sacco: beati loro!
Ammiccano ancora ad una trasgressione all’acqua di rose, descrivono
l’America amara degli psycho-killers e dei predicatori tv, all’ennesimo
“American Jesus” mangia-soldi: effettivamente, il declino dell’impero Usa
più deleterio suscita ancora qualche clamore, ma abbiamo bisogno
di loro per raccontarcelo?
No substance, titolo più che mai eloquente per l’ennesimo
album della band: gli anni passano per tutti e del gruppo di How Could
Hell Be Any Worse? rimane soltanto la ribellione agli stilemi del mainstream
più retrivo. Ribellione che suona francamente ipocrita (e persino
moralista) da parte di questi musicisti che ormai sembrano la risposta
protopunk al rock fm dei Foreigner o dei Toto.
E la musica? Lasciamo perdere, per favore: c’è il rischio di
divertirsi, ammesso e concesso che nessuno abbia velleità di ritrovare
la stessa band di dieci anni fa, oppure di irritarsi, di fronte a tanta
superficialità, mancanza di ambizioni, noia e dejà vu. Valga
per tutti l’esempio di “Raise Your Voice”, certamente un hit-single, ma
nel senso peggiore del termine.
No substance piacerà ai pogatori dell’ultima ora, quelli
che sbavano per i Green Day, bevono coca-cola e si tingono i capelli
à la Billy Idol: ma la memoria dell’anarchia sonora di John
Lydon e delle “marce verdure” di Jello Biafra è davvero
troppo forte per confonderla nel conformismo vuoto dell’a.o.r. made in
Usa
luca d'antiga |