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BUGS HENDERSON - Heartbroke Again (Blueflame)
Popolare in Texas quanto in Europa, oltre una quindicina di album dal 1974 ad oggi, il veterano Bugs Henderson ha condiviso il palco con i grandi del blues come B. B. King, Albert King, Ted Nugent, Willie Nelson, Johnny Winter, Steve Ray Vaughan, Roy Buchanan, Eric Clapton, Albert Collins, Jerry Reed, Ray Wyllie Hubbard e Jimmie Vaughan, solo per fare qualche nome. Ormai oltre i quaranta (per il blues, un ragazzino) è oggi uno dei talenti più apprezzati nel panorama internazionale, capace di intrattenere il suo pubblico oltre che con la musica con il suo sfavillante umorismo. Il suo rock blues ci riporta indietro nel tempo con questo splendido album "Heartbroke Again" registrato dal vivo nel 1986 a St. Louis negli Stati Uniti e pubblicato oggi dalla label indipendente milanese in una bellissima confezione digipack ultra elegante, in cui alterna dei pezzi propri a brani dei grandi del blues con cui ha condiviso il palco o con cui ha registrato degli album come nel caso di F. King.
Con una scaletta sapientemente costruita alternando dei brani lenti a brani piu veloci, Bugs si muove nella migliore tradizione del blues elettrico capace di coinvolgere e di sprigionare nell'animo dei "figli di un Dio minore" sensazioni particolari, nota dopo nota, con grande feeling. Un album magistrale di grande rock blues in grado di riportarci ai tempi di Robin Trower, Leslie West e dei vari Johnny Winter, Albert Lee con la voce calda classica dei bluesman bianchi e uno stile del tutto personale. Un grande musicista i cui brani, nota curiosa, sono stati ripresi anche da Lenny Kravitz. "The godftather of texas blues rock", il "nonno del texas blues rock" è davvero un superbo musicista che mi piacerebbe tanto poter vedere dal vivo. Un album da non perdere per coloro che amano il blues più elettrico, ma capace di spingersi oltre i confini del blues con i suoni "heavy" tanto amati dal grande Jimi Hendrix. Complimenti a "The daredevil of red guitar" e alla Blueflame Records. Nel disco non poteva di certo mancare "I'll play the american music", manifesto del suo genere, perché come lui ama ripetere, suona "musica americana". Come dire "sono americano" innanzitutto...Un sentimento capace di unire culture e razze di diversa estrazione, come il blues insegna. Spirito patrottico e universale che a noi italiani manca. Questo è cio che contraddistingue loro da noi...musicisti blues compresi... Sweety Blues Lou |
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