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GRUPPO EMILIANO - The Best Of(Workout Service) Il sottotitolo di questo dischetto, come d'altronde la foto di copertina, la dicono lunga sulle intenzioni e sui contenuti del progetto del Gruppo Emiliano. A beneficio di quanti non conoscono l'inglese, infatti, i quattro sciammannati offrono in copertina una traduzione del titolo dell'album, che diventa così Le Bestie del Gruppo Emiliano, e diversamente non poteva essere, guardando i 4 componenti in austero tight e papillon reggere, con assoluta dignità, altrettanti porcellini. Cosa ci si può dunque aspettare dal Gruppo Emiliano? Qualsiasi cosa vi aspettiate, i ragazzi vi sorprenderanno. Una autodefinizione della loro proposta musicale è trashfolk, ma anche musica popolare emiliana, ed è tutto sommato puntuale. Quando il Gruppo Emiliano suona, suona e canta per davvero, e sa riproporre con eleganza e talento pagine oscure della tradizione emiliana, ma non solo. Letture quasi rigorose di purissima matrice folk, arricchite da qualche contributo strumentale moderno ed eterodosso (come la zamfogna, ovvero zampogna ma di materiale da discarica), ma anche da flauti, ottavini, ocarine, violino, violoncello, cornamusa, chitarre, clarino, contrabbasso, percussioni ed altro ancora. Giocose e solari le gighe si alternano ai canti da osteria ed alle "Cantastoriate", ma non solo. Il Gruppo Emiliano è anche ensamble cabarettistico, capace di coniugare Crespellano (Bo) con l'Havana, passando per Tijuana, e tutto in soli cinque minuti o anche di riproporre, in purissimo trashfolk, impossibili citazioni verdiane. Può capitarvi di ridere, anche sgangheratamente, ascoltando The Best of Gruppo Emiliano. Per contro i quattro sciagurati sono in realtà serissimi musicisti. Il direttore, Paolo Giacomoni, ha disegnato con violino e mandolino, strategie melodiche country per artisti come Guccini o Deborah Kooperman, prestando il proprio talento anche a Vasco Rossi. Sempre dall'entourage di Blasco (ma anche dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna) arriva Gian Emilio "Ciccio" Tassoni, contrabbassista, mentre Marco Chiappelli, che si divide come Jannacci tra medicina e musica, è da una vita cantore nel coro Stelutis, nonché valente chitarrista, mandolinista e clarinettista. Ai flauti infine, una figura storica del rock delle cantine petroniane, Roberto Losi, capace anche di giocarsi da "tenoretto". A dispetto della produzione indie, ma non per qualità, Il Gruppo Emiliano è on the road (letteralmente) da ormai vent'anni, e vanta tours italiani ed europei. Sembra che scherzino insomma, ma sono serissimi professionisti..o quasi. File under intelligent folk music.
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