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FAITH NO MORE - Album of the Year - (Slash)




L'eclettismo è da sempre la cifra stilistica dei Faith No More. Non fa eccezione quest'ultimo lavoro di Mike Patton e soci: un magma ribollente di invenzioni sonore dove vengono mischiati allegramente metal, funk, hip-hop,soul, pop, blues (Home Sick Home), influenze arabe (Mouth to Mouth)e persino valzer (She Loves Me Not), pur mantenendo una straordinaria compattezza di fondo.
Album dell'anno, inteso come raccolta di 12 canzoni 12 (una per mese), che ha tutte le carte in regola per accompagnarci in queso scorcio di un inquieto millennio: del resto sul mio lettore CD il precedente King For a Day...ha girato parecchio oltre il 1995 di uscita... Questo nuovo lavoro non aggiunge nulla alla fama dei FNM se non ribadire che quella di Mike Patton è una delle voci più duttili e belle del rock d'oggi e che la band (con il nuovo chitarrista Jim Duncan) è un concentrato di intelligenze musicali più che una semplice spalla del leader. Tra gli episodi che colpiscono di più, segnalo quei rallentamenti di pulsazioni che fanno inevitabilmente accostare i FNM alla magia dei Led Zeppelin nell'alternare ritmo e armonia, tensione e rilassamento: Stripsearch, Helpless e il solenne incedere, quasi religioso, di Pristina. Ma comunque l'intero album è da raccomandare in toto, come uno dei migliori lavori di questo avaro 1997: contiene tutte le calorie necessarie (c'è più energia nella sola Collision che in un intero album degli U2) per affrontare un lungo e rigido inverno. Unico neo (siamo alle solite): il booklet è senza testi.

paolo redaelli



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