CHRIS CORNELL - Euphoria Morning (A&M)
Mi sono letteralmente illuminato quando ho casualmente posato gli occhi sulla notizia che anticipava il debutto solista di Chris Cornell, precipitandomi a prenotarlo mesi prima che la A&M gli desse i natali. Ma, ad acquisto effettuato e gettato uno sguardo alla copertina, un primo inquietante simbolico quesito tormentava la mia memoria:" Chris non aveva i capelli ricci? ". Va bè, comincio l'ascolto col singolo Can't change me: va bè, si sa, il singolo ... Alla fine, una strana sensazione nello stomaco. Come mi sento? "Euforico" ? Per nulla. Incazzato? Un po'. Deluso? Molto. Di solito a questo punto si passa alla scansione delle canzoni che più hanno colpito, ma non è qui la questione. Aiuto, Chris non è più Chris. Chris ci ha tradito! Sì, è questa la sensazione. Noi che l'avevamo conosciuto e seguito con i Soundgarden, sinceramente indemoniato da splendide schizofrenie grunge, osannato con i Temple of the Dog, impietriti dai vertici di commozione che aveva saputo donare alla scomparsa dell'amico Andrew Wood, non possiamo accettare il cambiamento. Non possiamo accettare che Cornell erga dinanzi a sé uno specchio non per interrogarsi ma per ammirarsi, incidendo in tredici tracce tutto il suo narcisismo. Salviamo per dovere di cronaca le sole Mission, per l'atmosfera ancora leggermente grungy, Sweet euphoria, registrata a casa, per la fortunata assenza di arrangiamento, Wave goodbye per la dedica a Jeff Buckley. E la sensazione è proprio che l'ex Soundgarden abbia voluto spingersi su territori più consoni allo scomparso autore di Grace - ne è conferma l'ultima track, una versione francese di Can't change me, sappiamo quanto Buckley amava cantare in questa lingua -, ma Jeff è Jeff e Chris deve fare il Chris. In finale, il giudizio è nettamente parziale e soggettivo, ma potrebbe essere altrimenti ? Pertanto, se non avete mai abusato di Soundgarden in precedenza, strappate virtualmente questa pagina ed andate pure a comperare l'album; ma se avete più volte esternato la vostra rabbia cantando dietro le note del vecchio Cornell, non fatevi del male. giancarlo riviezzi |
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