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CRISTINA DONA' - Dove sei tu (Mescal)
Un silenzio di tre anni, ma rieccola con "Dove sei tu",suo terzo
album, prodotto da Davey Ray Moor, leader dei Cousteau, che troviamo
anche come coautore di "Give it back", insieme a Cristina e Davide Sapienza.
La cantautrice ci apre il suo giardino riempito d'oro. Chitarra a tracolla e voce inconfondibile, al tatto quasi impercettibile, per delicatezza. Si sente invisibile, ma ognuno ha molte immagini in cui specchiarsi, sotto una luna liquida. Come onde che cadono "In fondo al mare", alla ricerca della pace, la cantautrice ci sussurra le proprie emozioni passando da ritmi cullanti ad un rock più deciso, in brani quali "Triathlon" e "The Truman Show". Si avverte forte l'influenza di Manuel Agnelli degli Afterhours, che scoprì il suo talento nel 1990, durante l'occupazione all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Sfregi di rock soprattutto in "Dove sei tu". Immobilità percettive e moti sensoriali accorciano la distanza tra il pubblico e Cristina, che, dal buio, cerca di salvare il proprio mondo, tradito senza pensare, intrappolato nelle nostre belle case. "Il mondo", canto dal sapore etnico, tra mediterraneo ed orientale, velato da affascinante mistero e con "Salti nell'aria" frizzanti, si tinge di note magiche e con grazia il disco dispiega la sua eleganza. melissa mattiussi |
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