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SULUTUMANA - Di segni e di sogni (La Corda)

L'attesissimo nuovo cd "Di segni e di sogni" (il primo, La Danza, è del 2001) dei Sulutumana conferma la maturazione del gruppo sia dal punto di vista musicale che dei testi. L'origine letteraria del gioiellino "Piccola Veliera", già ascoltato in vari concerti, ha una storia singolare: le parole vengono da un manoscritto trovato per caso su una bancarella di libri, quasi un messaggio nella bottiglia raccolto e prontamente trasformato in canzone. Il tessuto sonoro è arricchito dalla voce femminile di Fernanda Calati e da una tromba.

Anche brani come "Avorio e oro" con le sue cadenze di bossanova e una tromba malandrina, l'accorata "L'ultima onda" che contiene un bel verso ("I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda lentamente in mare fino all'indaco dell'ultima onda"), e "La Canzone preferita" ("il sole ha promesso alle bambine che domani tornerà")con cadenze di bossa alla Djavan, dimostrano una crescita artistica notevole e un efficace lavoro compositivo .

L'album è stato registrato in presa diretta, senza sovraincisioni, alla maniera del "Body and Soul " di Joe Jackson, catturando live la genuinità e la ricchezza sonora espressa nei concerti, come dimostra e contiene, insieme agli inediti (tra cui spiccano le influenze mediorientali di "Blu bulgaro, punto", l'ironica "L'aquilone", "Zucca senza sale" con la sua doppia armonia, la cover di "Una Rosa", classico spagnolo e il saluto quasi tutto strumentale di "A testa in giù") anche una nuova versione swing di "Il volo di carta" che si muove felpato su atmosfere jazzate alla maniera di Django Reinhardt e Stephane Grappelli. Il suono onnivoro prodotto da Giambattista Galli (voce, fisarmonica), Michele Bosisio (chitarre, canto), Angelo Galli (flauto e percussioni), Andrea Aloisi (violino), Nadir Giori (contrabbasso e basso), Francesco Andreotti (tastiere) e Antonello Matzutzi (batteria) sta diventando un marchio di fabbrica.

paolo redaelli



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