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DENZOE - Ad occhi chiusi (Afrodite Records)
Il panorama musicale italiano negli ultimi anni si è arricchito della presenza di band dal sorprendente estro creativo (Elettrojoyce, Bartòk, Julie's Haircut per citarne solo alcune), ma rimaste in ombra perché "non adatte" al circuito radiofonico-televisivo commerciale.
Diversamente i Denzoe, gruppo romano in circolazione dal '95 e adesso al loro secondo album, potrebbero avere tutte le carte in regola (almeno musicalmente) per essere proposti al grande pubblico secondo il music biz nostrano. Il loro è un rock piuttosto consolidato, un rock grintoso ma addomesticato, come un caimano da passeggio o un pugno di Bud Spencer, che non fa mai sanguinare, o il Bossi dipinto da Berlusconi, insomma tanto fumo e poco arrosto, il tutto condito con qualche base elettronica di matrice Prodigy o Apollo 440. Ci sono brani quindi che propendono per sonorità più tipicamente hard, come Ad occhi chiusi e Benzina sul fuoco, e altri che vanno a collocarsi tiepidamente nell'alveo industriale dell'elettronica, è il caso di Allucinazione collettiva ( una dichiarazione di guerra ai Subsonica?) e Disobbedienza elettronica (una dichiarazione di guerra ai 99 posse?). I testi sono l'aspetto su cui puntano maggiormente questi cinque ragazzi romani, che adottano una scrittura semplice e incisiva, lontana da quell'ermetismo stucchevole ormai imperante tra tanti gruppi italiani. Nella musica dei Denzoe, rock ed elettronica si sposano banalmente, senza tante pretese, non sembra che si amino né che si odino, convivono, l'uno appoggiato all'altra, senza darsi fastidio, come se fosse la scelta più adeguata per vivere in pace. roberto pulliero |
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