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DEASONIKA - L'uomo del secolo (One to One)
Niente a che vedere, nonostante la parziale somiglianza del nome, con gli acclamati Subsonica. I comaschi Deasonika (chiedete a loro perché hanno scelto di chiamarsi così, con tutte le possibili confusioni del caso in una società distratta come la nostra) non fanno elettropop ma suonano un rock ben strutturato e articolato, con venature hard che non rinuncia comunque ad una sua precisa cantabilità pop, cosicché tutte le dodici canzoni che compongono il cd sono potenziali hit.
Sulla scia di gruppi come i primi Timoria (quando disponevano della bella e duttile voce di Francesco Renga) e gli Afterhours, con i quali condividono, curiosa coincidenza, anche un titolo ("Quello che non c'è") presente sull'album e titolo dell'ultimo cd di Manuel Agnelli e soci, ben si destreggiano tra suggestioni "soniche" ("Cara Tv") , impulsi beat ("Che idea"), echi dark ("Cenere" tra Cure e Cult), attacchi industrial ("Per un istante o per sempre"). Il cantante Max Zanotti dispone di una voce piena e capace di modulazioni interessanti, la sua chitarra si intreccia con quella di Francesco Tumminelli in liquidi duetti, il basso di Walter Clemente è un supporto instancabile e il drumming di Stefano Facchi è preciso, variegato ed inossidabile. Testi assolutamente non banali completano il quadro di una proposta che colpisce nel segno. Nell'album dalla grafica che definire minimale è un eufemismo, ci sono brani che agganciano subito come "Cliché" e la title track, episodi rilassati e stupendi come "Luna" e "Terra al sole". Un disco ben suonato, ben registrato e ben prodotto (da Marco Trentacoste) che si colloca sopra la media delle uscite italiane del momento e, soprattutto, fa venire voglia di rimetterlo nel lettore al termine del primo ascolto. Deasonika sono una band che può aspirare ad un posto di rilievo nel panorama confuso ed infelice del made in Italy. paolo redaelli |
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