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FIAMMA - Contatto (Mescal)
Entro a passi leggeri nel bosco incantato di Fiamma . Sento il crepitio delle foglie ed il fruscio dell'aria
sospesa tra i pensieri. Raggiungo la sorgente dell'Arcobaleno, pentagramma da cui prendon vita le note
con cui mi sto mettendo in "Contatto". Mi affascinano le sonorità elettro-folk della piva emiliana ed
il basso di Lady Jessica Lombardi, l'elettronica di Medhin Paolos, la fisarmonica, il piano e la chitarra
acustica di Alberto Cottica. Assaporo la morbidezza tecnologica della musica e mi ritrovo in un'altra
galassia ad ammirare la lucentezza delle stelle, al brillare della voce di Fiamma.
Una femminilità preziosa ed enigmatica racchiude i brani dell'album come una bolla di sapone trattiene gelosamente in sé il soffio della sua artefice. Essenziali intime parole, disposte con molta cura. "Mantra", meditazione per infondersi coraggio; "Cecilia", insolita canzone d'amore al femminile;"Non c'è tempo", con un pezzo in giapponese insieme a Cristina Donà; "My world", contemplazione del proprio mondo; "Fiera", rivendicazione dell'orgoglio;"Scusa ma", rabbiosa e rinviante a Bjork (senza nulla da invidiarle). La densità del suono riempie tutti gli organi sensoriali con immagini auditive. E' impossibile non vedere l'emotività di Fiamma prendere forma in "Contatto" e lasciarsi avvolgere dal manto intessuto di fiori creato dalla sua forza e dolcezza. Graffia ed accarezza, smuove l'energia addormentata, donandoti poetiche sensazioni. melissa mattiussi |
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