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CIRCO FANTASMA - Ninna nanna per la classe operaia (AZ records/BMG)
Dopo anni di duro lavoro, il Circo Fantasma approda alla méta del disco d'esordio e lo fa nel migliore dei modi, realizzando un disco "di sostanza" dove emerge la propria visione "politica" del mondo che lo circonda.
Un mondo nel quale il ruolo della classe operaia sta svanendo con il progressivo addormentarsi della coscienza politica, e con il fatalismo con il quale si accetta questa situazione. In casi simili anche una manciata di canzoni può servire a "risvegliare" qualche animo ed indurlo a riflettere su quanto gli accade intorno quotidianamente. La sostanza di Ninna Nanna Per La Classe Operaia emerge fin dalle prime battute de Il Fiume, un brano che si snoda sull'onda dei ricordi per denunciare il degrado ecologico che ci circonda, nel quale si evidenzia l'apporto di Andrea Mei (Gang) che impreziosisce il brano con un bel fraseggio di hammond che rimanda a Springsteen più di quanto non faccia il titolo della canzone. Ma ancora più del boss I'influenza musicale che emerge è quella del Paisley Underground e di gruppi quali Dream Syndicate (Fino a Domani) e Thin White Rope (Macchine Imperfette) e ai troppo osannati e ben presto messi nel dimenticatoio. Il disco suona piu rock rispetto a quella che era la proposta del circo fantasma fatta agli esordi nonostante la presenza della fisarmonica, affidata di volta in volta a Stratos Diamantis (Al Darawish), Andrea Mei e Fabio Martino (Yo Yo Mundi), caratterizzi sempre in maniera positiva il suono del gruppo brianzolo. Due le covers presenti che s'integrano alla perfezione con l'umore dell'album: La Canzone del Maggio di De Andrè ed una nuova versione di La Fabbrica, più incisiva di quell'apparsa sul tributo a Springsteen ed impreziosita dalla presenza di Paolo Bonfanti alla chitarra. Ma sono soprattutto brani come Paese Fantasma, e Macchine Imperfette che esprimono al meglio il punto di vista di una canzone politica che senza indulgere negli slogan di facile presa, veniva a rappresentare il disagio di comunitàoperaia "messa in libertà" che non vuole accettare passivamente il ruolo assegnatole dalla società contemporanea. Un buon disco, fuori di ogni moda e tendenza, destinato solo a chi cerca la sostanza delle cose anche quando sono piccole come il disco d'esordio di una giovane banda rock italiana. eliseno sposato |
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