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REM - Around The Sun (Warner Bros)

Pur contenendo una gemma come "Leaving New York" il lungamente atteso nuovo album di Michael Stipe e soci ha un forte sapore di delusione. A parte la succitata canzone, degna di inserirsi nel filone tracciato da brani come "Everybody Hurts" o "Daysleeper", ennesimo atto d'amore di un artista rock nei confronti di una città unica al mondo, il senso generale di "Around The Sun" sembra quello di una ripetitività di temi che vira presto al soporifero. Infatti, i brani finiscono per assomigliarsi l'un l'altro, manca (forse perché Stipe si è dichiarato interessato in questi ultimi anni a temi come l'elevazione, l'ascesi?) quella tensione rock che aveva caratterizzato il precedente "Reveal". Insomma i REM sembrano aver smarrito la diritta via, gli altri brani finiscono per assomigliare a "Leaving New York" non ci sono le sterzate improvvise nel suono, a cui la premiata ditta Stipe-Buck-Mills ci aveva abituato in precedenza. La preoccupazione è che il folk rock dei REM, degno epigono di gruppi storici come Byrds, Buffalo Springfield, CSNY, Beach Boys, stia virando decisamente verso la sponda pop, secondo un processo di trasformazione analogo a quello seguito dai Red Hot Chili Peppers. Un album, insomma, pur raffinatissimo e ricco di armonizzazioni rare a trovarsi oggi sul mercato, che non lascia traccia, non colpisce nel segno, deludendo chi come noi si aspettava una zampata dalla band di Athens, considerati i capolavori assoluti che i REM sono stati capaci di sfornare in meno vent'anni di carriera.
Dunque, cataloghiamo "Around The Sun" nella categoria album di transizione e aspettiamo con fiducia il prossimo capitolo. Nell'attesa, preferiamo ascoltare altro.

paolo redaelli



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