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APPLE PIRATES - Greatest Hits (Apple Bit)

Ci vuole una buona dose d'autoironia, a chiamare "Greatest Hits" un album d'esordio. E, considerato quanto scherzare su stessi sia merce rara nel panorama musicale italiano, già questo predispone benevolmente all'ascolto. Gli Apple Pirates appartengono alla lunga schiera di quelli che sono stati folgorati dal rock americano, ma anche se i modelli sono riconoscibili (Dylan, Springsteen ed Elliott Murphy, che regala una canzone inedita ed è un valore aggiunto che non possono vantare molte altre band) Lorenzo "Gogo" Bertocchini (voce, chitarra, armonica), Badao (chitarrista eclettico), Shock (tastiere), Saffo (basso) e Frank Machine (batteria) di loro ci mettono la voglia di cimentarsi con proprie composizioni, senza abbandonarsi alla facile via delle cover, alla ricerca di sonorità "vintage".

Così ecco robusti blues che rammentano certe cose dei Little Feat ("Stuck in the Cowshit", punteggiata dal violino di David Crichton), mentre in "Obsession n.7" Luca Fraula stende un bel tappeto di hammond. L'introduzione al pianoforte di "Payphones" è tutta springsteeniana, la voce di Bertocchini assume cadenze dylaniane, in un affascinante confronto. Lo stesso cantante e chitarrista è poi capace di scrivere ballate intimiste come "I'll try to be myself" cantata in duetto con Ruth Gerson (altro atout) gemma dell'album impreziosita da armonica e piano (Enrico Salvato). Ecco poi "Time to love (again") uscita dalla penna di Murphy e condotta dal basso di Ivan Bodley.

Per il resto è Bertocchini a fare la parte del leone, con "Try and Understand" (dove si scatenano Badao e Saffo), la delicata "Annemarie" (in cui rifà capolino il Boss, ma anche Willy de Ville), "Take me with you" (climi alla Southside Johnny evocati dall'hammond di Luca Fraula), "I forgot" (giocata su piano e accordion di Radoslav Lorkovic, forse il migliore di questi "hits"), "Summer" (il brano più pop e balneare, che rammenta le atmosfere dei dimenticati Prefab Sprout), l'allmaniana "Giùgiù Blues"con l'organo di Fabio Gianni e la chitarra di Badao sulle tracce di Duane ("it was a rainy night in Bodio Lomnago, baby"). Elliott Murphy duetta con Gogo nel rock'n'roll di "Crocodile" e poi "Trouble Girl Blues" è un canonico blues strumentale di Luca Pasqua (altri non che il vero nome di Badao). "Always on My Mind" ancora con l'accordion di Lorkovic e il violino di Crichton è un altro tesoro.

L'inevitabile tributo a Springsteen di "Two for the road" con l'organo di Luca Fraula conclude un album caratterizzato da un'insolita ricchezza strumentale, in cui ogni canzone rappresenta uno stato d'animo. File under: buccaneer rock.

paolo redaelli

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