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MASSIMO AIELLO - Tribute To Beethoven
Una batteria che suona insieme ad un'orchestra le note immortali della "Nona" di Beethoven. E' un 'operazione che
ci riporta agli anni Settanta, quando i Deep Purple suonavano con la London Symphony ed Emerson Lake and Palmer
reinterpretavano Mussorgsky in "Quadri da un'esposizione" ("Pictures at an Exhibition"). Da noi i New Trolls
facevano "Concerto Grosso".
Siamo invece in pieno 2003 è l'iniziativa è di Massimo Aiello, intraprendente drummer napoletano trapiantato nel Veneto che pone piatti e tamburi al rispettoso servizio del grande Ludovico Van. Il disco vuole essere infatti un omaggio al genio del compositore tedesco, e come tale va preso. Perché della grande musica si può essere innamorati anche se nel cuore batte il rock e il Carl Palmer di oggi è un appassionato che ha fatto tutto da solo: suonando in diretta sulla base dell'orchestra, registrandosi e autoproducendosi. Il progetto può suonare anacronistico, se si pensa alla "semplicità" (e in certi casi, alla rozzezza) a cui sono abituate oggi le orecchie dei giovani. Ecco perché questo disco può essere importante: può avvicinare i ragazzi del 2003 ad una musica complessa, stratificata, entusiasmante (per noi la "Nona" rimane indissolubilmente legata alla splendida colonna sonora di Walter Carlos per "Arancia Meccanica" del grandissimo Stanley Kubrick e alla verve allucinata di Malcolm Mc Dowell-Alex che danza violento in una Londra di plastica) e torrenziale. Educare, quindi, all'ascolto, come tentava pazientemente di fare Schroeder con una distratta Lucy sdraiata sul suo pianoforte. Riservare un posticino nello scaffale, accanto a Metallica e Nirvana, a questo piccolo dischetto potrebbe riservare, in futuro, grandi sorprese e grandi scoperte. paolo redaelli |
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